L'hôpital MSF de Lankien, dans l'État de Jonglei, au Soudan du Sud, a été touché par une frappe aérienne des forces gouvernementales du Soudan du Sud dans la nuit du mardi 3 février 2026.
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Unser Spital in Lankien im Bundesstaat Jonglei im Südsudan wurde in der Nacht vom Dienstag, dem 3. Februar 2026, von einem Luftangriff der südsudanesischen Regierungstruppen getroffen.
© Stefan Pejovic/MSF

Sud Sudan, rapporto MSF: “Stupri, fame e attacchi indiscriminati contro il sistema sanitario e i civili”

Gli attacchi indiscriminati contro i civili e le infrastrutture civili, compresi i bombardamenti contro gli ospedali, il reclutamento forzato, le violenze sessuali, le restrizioni all’accesso e il progressivo restringimento dello spazio umanitario sono la realtà quotidiana per la popolazione del Sud Sudan. È quanto descritto nel nuovo rapporto internazionale di Medici Senza Frontiere (MSF) sull’intensificarsi della violenza nel paese.

 “Li hanno uccisi mentre scappavamo” - in cui si precisa come un totale di 12 attacchi contro il personale e le strutture di MSF abbia lasciato circa 762.000 persone senza accesso all’assistenza sanitaria tra gennaio 2025 e aprile 2026.

Sono scappata con mio figlio. Da lontano vedevo il villaggio in fiamme. Hanno dato fuoco alle case. Hanno bruciato mia nonna all’interno del tukul [casa tradizionale]. Gli anziani sono rimasti indietro, non potevano scappare con noi. Li hanno uccisi

Una donna sfollata e curata in una struttura di MSF a Chuil.

MSF chiede al governo del Sud Sudan, all’Esercito di Liberazione del Popolo del Sudan (SPLA-IO) e a tutte le parti in conflitto di proteggere e rispettare i civili e le infrastrutture civili, comprese quelle di assistenza sanitaria, che non devono mai essere presi di mira. Gli attacchi diretti contro di essi costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, ai sensi del quale tutte le parti hanno l’obbligo di rispettare e proteggere i civili e di evitare l’uso di forza indiscriminata o sproporzionata, compreso l’uso di attacchi aerei e armi incendiarie in aree popolate.

Sia gli attacchi mirati che quelli indiscriminati condotti dal governo, dalle forze di opposizione e da altri attori armati stanno causando sempre più danni alla popolazione, compromettendo l’accesso alle cure salvavita. Da gennaio 2025, MSF ha curato in media 16 persone al giorno per ferite legate alla violenza, in 6 stati – Jonglei, Alto Nilo, Equatoria Centrale, Laghi, Warrap ed Equatoria Occidentale – e in 2 aree amministrative, Abyei e Greater Pibor.

In tutte queste aree, i civili subiscono attacchi aerei e terrestri, reclutamento forzato, rapimenti e violenze sessuali e di genere diffuse. Città e villaggi popolati vengono colpiti, causando vittime civili, sfollamenti di massa e la distruzione delle infrastrutture civili.

Zakaria Mwatia, capo missione di MSF in Sud Sudan.

L’impatto della violenza è evidente nei dati medici di MSF e nel fatto che nel 2025 si sono verificati 138 attacchi aerei nel paese, rispetto ai soli 2 del 2024. Nel 2025, MSF ha curato 6.095 persone per lesioni legate alla violenza, tra cui ferite da arma da fuoco, lesioni da esplosione e violenze sessuali e di genere, rispetto alle 4.765 persone del 2024. Il solo trattamento delle ferite da arma da fuoco è aumentato del 77% rispetto al 2024. Da gennaio ad aprile 2026, MSF ha già curato oltre 1.800 persone ferite a causa della violenza, tra cui 885 sopravvissuti a violenze sessuali e di genere, evidenziando il crescente impatto sui civili. 

Venerdì sera era stata violentata da un gruppo di uomini a Yei. Non sapeva quanti fossero. È venuta da noi per farsi curare. Dopo le cure, sua nonna l'ha riportata al villaggio, pensando che lì sarebbe stata al sicuro. Il lunedì successivo è andata a raccogliere legna per il fuoco da sola. È stata poi violentata di nuovo da un uomo armato non identificato. Martedì era di nuovo nella nostra clinica.

Un membro dello staff di MSF parlando di una paziente ricoverata all'ospedale civile di Yei, nello Stato dell'Equatoria Centrale, nel marzo 2026.

Anche il sistema sanitario non è stato risparmiato. Da gennaio 2025, MSF ha subito 12 attacchi contro il proprio personale e strutture sanitarie, tra cui rapimenti e saccheggi. L’ospedale di Old Fangak, supportato da MSF, è stato deliberatamente bombardato dalle forze governative nel maggio 2025. Anche l’ospedale di Lankien di MSF è stato bombardato dalle stesse forze nel febbraio 2026. Le strutture di Ulang, Pieri e Akobo sono state saccheggiate in incidenti separati da assalitori sconosciuti.  Allo stesso tempo, lo spazio di intervento umanitario si sta riducendo in modo allarmante. 

L’insicurezza generale, i divieti di accesso e la strumentalizzazione dell’aiuto umanitario impediscono sempre più alle organizzazioni umanitarie di raggiungere le persone che ne hanno più bisogno. MSF ha riscontrato un preoccupante schema di blocchi all’accesso e di ordini di evacuazione rivolti ai civili e agli operatori umanitari.

Zakaria Mwatia, capo missione di MSF in Sud Sudan.

L'assistenza umanitaria viene inoltre utilizzata come strumento per perseguire obiettivi militari e politici da tutte le parti in conflitto. I tentativi di costringere le ONG a reindirizzare l'aiuto verso determinate zone o a sottrarlo ad altre stanno privando intere comunità – in particolare nelle aree controllate dall'opposizione a Jonglei e nell'Alto Nilo – di assistenza vitale e impediscono una risposta umanitaria adeguata. I civili subiscono inoltre sfollamenti forzati, violenze fisiche, un aumento del rischio di malnutrizione e malattie, un peggioramento della salute mentale e una riduzione dei mezzi di sussistenza. I lunghi viaggi che le persone compiono senza accesso regolare a cibo e acqua, insieme alle difficili condizioni di vita, hanno accresciuto la loro vulnerabilità, specialmente se combinati con una risposta umanitaria limitata e l’interruzione delle forniture alimentari essenziali.

MSF ribadisce che i civili, gli operatori sanitari e le organizzazioni umanitarie devono essere sempre protetti e che l’accesso umanitario deve essere garantito senza ostacoli affinché gli aiuti possano raggiungere tutte le persone che ne hanno bisogno, ovunque si trovino.

MSF è presente in Sud Sudan dal 1983 e il Paese rimane uno dei principali luoghi di intervento di MSF a livello globale. Dall’inizio del 2025, i combattimenti si sono intensificati in tutto il Paese, mettendo le forze governative, le Forze di difesa popolare del Sud Sudan (SSPDF) e i loro alleati – tra cui le Forze di difesa popolare dell’Uganda (UPDF) – contro una coalizione frammentata di gruppi di opposizione, tra cui SPLA-IO, National Salvation Front (NAS), Nuer White Army e le milizie alleate. Il conflitto non è una semplice rivalità tra due parti, ma si tratta di una guerra multipartitica con alleanze mutevoli, profondamente frammentata lungo linee etniche, regionali e politiche.