Un médecin MSF en consultation avec un patient à Gaza. Décembre 2024. © Motassem Abu Aser
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Un médecin MSF en consultation avec un patient à Gaza. Décembre 2024.
© Motassem Abu Aser

MSF chiede il rilascio immediato di tutti gli operatori sanitari palestinesi detenuti arbitrariamente da Israele

Medici Senza Frontiere (MSF) è indignata per il trattamento riservato agli operatori sanitari, la maggior parte dei quali è detenuta in condizioni terribili, senza alcuna giustificazione o motivo, e si unisce agli appelli internazionali per il loro immediato rilascio.

Il dottor Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan di Gaza, è ancora in isolamento, dopo essere stato detenuto per un anno e mezzo. Il trasferimento del dottor Abu Safiya in regime di isolamento e le segnalazioni di torture che avrebbe subito fanno parte di un inquietante schema in cui le autorità israeliane arrestano e prendono di mira il personale medico in tutta la Palestina.

Il suo caso non è isolato. Secondo l’organizzazione Healthcare Workers Watch, 95 operatori sanitari palestinesi restano detenuti dalle autorità israeliane dall’ottobre 2023. Nello stesso periodo, 1.700 operatori sanitari sono stati uccisi, tra cui 15 membri dello staff di MSF.

Il chirurgo ortopedico di MSF, il dottor Mohammed Obeid, è detenuto in Israele da oltre 600 giorni, in condizioni difficili e senza alcun contatto con la sua famiglia. È stato arrestato il 26 ottobre 2024 dalle forze israeliane mentre era in servizio presso l’ospedale Kamal Adwan, nel nord di Gaza, in Palestina. MSF continua a chiedere il suo rilascio immediato e incondizionato.

La pratica di detenere arbitrariamente, torturare e maltrattare il personale medico palestinese in Israele è inaccettabile. Per troppo tempo, troppi leader mondiali sono rimasti in silenzio di fronte alla condotta di Israele in Palestina. Il silenzio è diventato complicità.

MSF chiede il rilascio immediato di tutto il personale sanitario detenuto arbitrariamente. In attesa del loro rilascio, deve essere garantito loro l’accesso a cure mediche adeguate e a condizioni di detenzione dignitose.