Centre de traitement d'Ebola Elykia, Ituri, Bunia
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Ebola-Behandlungszentrum Elykia, Ituri, Bunia
© Alexis Huguet/MSF

Ebola in RDC: a un mese dall’inizio dell’epidemia, la diffusione supera gli sforzi di risposta

A un mese dalla dichiarazione dell’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), Medici Senza Frontiere (MSF) avverte che, nonostante il recente potenziamento della risposta, persistono gravi lacune nel monitoraggio, nella diagnosi, nel tracciamento dei contatti e nel coinvolgimento delle comunità, compromettendo gli sforzi per controllare l’epidemia. È urgente e necessaria una risposta proporzionata alla portata della crisi.

A un mese dall’inizio dell’epidemia, la diffusione dell’Ebola sta superando gli sforzi di risposta” afferma Kate White, coordinatrice medica d’emergenza di MSF nella RDC. “Nessuno conosce la reale dimensione dell’epidemia né sa esattamente dove la malattia si stia diffondendo nel paese. Quello che sappiamo è che la maggior parte dei centri di trattamento nella provincia dell’Ituri è sovraccarica; molti dei nostri pazienti arrivano in una fase avanzata della malattia e la maggioranza non era mai stata identificata o monitorata come contatto prima di cercare assistenza.

Kate White, coordinatrice medica d’emergenza di MSF nella RDC.

L’Ebola si sta diffondendo nelle province orientali dell’Ituri, del Nord Kivu e del Sud Kivu, con l’Ituri che registra quasi il 95% dei casi. La risposta, guidata dal ministero della salute congolese e sostenuta da diversi partner internazionali, è in fase di implementazione nelle aree colpite. Tuttavia, l’insicurezza rende difficile raggiungere alcune comunità e, anche nelle zone più stabili, gli sforzi per individuare i casi, testare i pazienti, identificare i contatti e monitorare la trasmissione rimangono insufficienti. Nella vicina Uganda, le autorità sanitarie hanno inoltre segnalato 19 casi confermati.

Ebola Map
© MSF

Le autorità sanitarie congolesi hanno ufficialmente riportato oltre 650 casi confermati e più di 130 decessi. Tuttavia, MSF avverte che questi dati probabilmente rappresentano solo una parte della situazione reale.

I test diagnostici restano una delle principali debolezze della risposta, nonostante i recenti miglioramenti nella capacità di laboratorio e l’arrivo di centinaia di kit mobili per i test nell’est della RDC, specifici per il virus Bundibugyo. Molte comunità, soprattutto quelle colpite da una situazione di insicurezza persistente, hanno ancora un accesso limitato a questi kit, mentre i centri di trattamento continuano a subire ritardi significativi nel ricevere i risultati di laboratorio. Senza test più rapidi e facilmente disponibili, sarà difficile individuare i casi con sufficiente anticipo da contenere l’epidemia.

Kate White, coordinatrice medica d’emergenza di MSF nella RDC.

Nelle aree colpite dall’epidemia, milioni di persone vivono già da decenni in condizioni di conflitto attivo, sfollamenti ripetuti, carenze croniche nell’assistenza sanitaria e una risposta umanitaria limitata. Queste condizioni ostacolano gravemente gli sforzi di risposta e creano un ambiente favorevole alla diffusione della malattia.

Nell’Ituri, dove MSF opera da decenni, è stato osservato un clima di paura e sfiducia tra le comunità, alcune delle quali guardano con sospetto l’improvviso arrivo delle équipe di risposta all’Ebola.

Avviare attività e spiegare la malattia non basta per costruire la fiducia delle comunità: è necessario ascoltare le preoccupazioni delle persone e coinvolgere le comunità nella definizione della risposta.

Frederic Lai Manantsoa, coordinatore delle emergenze di MSF nella RDC.

Rafforzare la risposta senza interrompere le cure essenziali.

Per molte comunità, l’epidemia rappresenta solo una delle numerose emergenze sanitarie che da anni ricevono risposte inadeguate. Mantenere l’accesso alle cure ordinarie è importante tanto quanto controllare l’epidemia stessa per salvare vite umane.

“Le donne in gravidanza hanno ancora bisogno di assistenza per la maternità, i bambini devono continuare a ricevere le vaccinazioni e i pazienti necessitano di cure per malaria e colera” sottolinea White. “Garantire l’accesso ai servizi sanitari di routine contribuisce inoltre a rafforzare il monitoraggio dell’Ebola all’interno delle comunità”.

Sebbene il numero di casi confermati nel Nord Kivu e nel Sud Kivu sia relativamente basso, queste province affrontano molte delle stesse difficoltà in materia di monitoraggio e test diagnostici. Nel Nord Kivu esiste un solo laboratorio in grado di analizzare i campioni di sangue, e l’elaborazione richiede diversi giorni. Poiché non esiste un sistema automatizzato per la trasmissione dei risultati alle strutture sanitarie, talvolta può volerci quasi una settimana per riceverli.

Oltre all’assistenza diretta ai pazienti, MSF sta inviando équipe nelle aree più remote e insicure per rafforzare le capacità di individuazione dei casi e di risposta nei luoghi da cui sono giunte segnalazioni.

Questa epidemia può ancora essere tenuta sotto controllo, ma il tempo a disposizione per agire si sta riducendo. Diagnostica, monitoraggio, accesso alle cure e coinvolgimento delle comunità devono essere urgentemente rafforzati. Esortiamo le autorità e tutti gli attori coinvolti nella risposta a fare tutto il possibile per facilitare il movimento degli operatori sanitari e delle forniture mediche e garantire una risposta all’altezza della gravità di questa crisi.

Frederic Lai Manantsoa, coordinatore delle emergenze di MSF nella RDC.